Il cancelliere tedesco Friedrich Merz, ex tecnocrate di Blackrock e consulente d’affari di grandi banche, ha spiattellato il fatto nudo e crudo: Israele sta facendo il lavoro sporco. Il lavoro sporco di Merz è l’utile dell’imperialismo occidentale – Stati uniti, NATO e Unione Europea – in un’area che si estende dalla Turchia all’Iran, da Amman alla Palestina, dal Libano al Sinai. In quell’area, l’imperialismo occidentale sbatteva contro un ostacolo: la Resistenza, lunga un secolo, del popolo palestinese al terrore coloniale di Israele, il fantoccio super-armato dell’Occidente imperialista. Il genocidio poteva essere la soluzione. Si capisce bene, allora, che cosa vuol dire “lavoro sporco”. Oltre al genocidio, lo stato sionista, ha devastato il Libano, bombardato l’Iran, la Siria, lo Yemen. Ha messo sottosopra la regione, per rimetterla in mano ai suoi mandanti di Washington, di Londra, di Parigi e di Berlino.