Categorie
Disfattismo Rivoluzionario

Contro il diritto internazionale

di Jacques Bonhomme

1. Il diritto internazionale come ideologia

Il diritto, nel senso più lato della parola, e guardando alla società borghese, non è soltanto ideologia. Pašukanis, per esempio, ha mostrato, in relazione al mondo storico della borghesia, la necessaria cooperazione del diritto con le forme economiche fondamentali del contratto proprietario, dello scambio delle merci e della disumanizzazione capitalistica del lavoratore, rivestito dell’uguaglianza delle merci in quanto merce forza-lavoro, la merce più importante, quella che deve produrre il valore delle merci. Perciò il diritto, fin dagli inizi della società borghese, è stato coessenziale alla produzione di valore, ossia di plusvalore attraverso plus-lavoro. Per questo Pašukanis fa rientrare il diritto nell’economia politica, e, contemporaneamente, lo sottrae alla sfera dell’ideologia, dove era stato confinato da interpretazioni frettolose, schematiche e soprattutto riduttive del materialismo storico. Questa accorta e lungimirante comprensione del pensiero di Marx sul diritto, non è rimasta isolata e marxisti molto diversi tra loro come l’ultimo Lukács e Toni Negri, ne hanno raccolto l’eredità, il primo in modo indiretto e seguendo un proprio cammino, il secondo in modo più esplicito. Sembra quindi assodato che quanto già sapevano, seppur senza un ampio sviluppo tematico, Marx e Lenin, e cioè che il diritto e lo Stato sono fattori organizzativi interni ai rapporti di produzione capitalistici, sia divenuto nella prassi e nel pensiero dei movimenti antimperialisti del Novecento, a seconda dei casi più o meno permeati dal marxismo, un’acquisizione ben assimilata. In conclusione, il diritto eccede l’ideologia in quanto è, insieme allo Stato, nel quale confluisce e dal quale procede, uno strumento materiale del dominio di classe, sia nazionale che internazionale.

Categorie
Agit-Prop

Comunicato in solidarietà con i Giovani palestinesi e con le loro manifestazioni commemorative del 7 Ottobre

All’inizio di Ottobre, per la seconda volta, si commemora una grande insurrezione palestinese, avvenuta il 7 Ottobre 2023. Si tratta di commemorazioni di lotta, di una lotta autentica che non nasconde la rabbia, il dolore e un’irriducibile  volontà d’azione. Quell’insurrezione rompeva le uova nel paniere ad un piano imperialista del ticket USA/UE/Israele. Il piano prevedeva l’incarceramento dei palestinesi in piccole riserve, sotto la tutela dei tirapiedi regionali degli Stati Uniti, dell’Unione Europea e del loro sanguinario burattino sionista. Il nome biblico dato a questo piano – Accordi di Abramo – rientra nello stile solenne delle grandi stragi sioniste. I palestinesi dissero no, e insorsero! La Resistenza palestinese, vecchia di un secolo, organizzò e guidò l’insurrezione. Tutta la Resistenza agì unita, in tutte le sue componenti, comprese quelle – importantissime ! – che lottano dalle carceri israeliane.