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La loro smemoratezza e la nostra memoria

Ogni anno, il 27 Gennaio, l’Unione Europea commemora Auschwitz, nei parlamenti, nelle scuole e nei palazzi del potere. Ogni anno, il 27 Gennaio, l’Unione Europea, nella commemorazione di Auschwitz, brucia la memoria di migliaia di stermini coloniali che ne sono l’intollerabile e nascosta gigantografia, oltreché l’inammissibile e secolare itinerario. Negli anni più recenti, il 27 Gennaio, l’Unione Europea ha commemorato Auschwitz, proprio mentre, attraverso le proprie armi, e per mezzo di una propria articolazione neocoloniale, veniva compiuto un genocidio. Il genocidio del popolo palestinese

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Dalla Palestina al Venezuela: stesso anticolonialismo, stessi nemici

Gli Stati Uniti sono di nuovo in armi, e rovesciano fuoco e fiamme su Caracas per catturare un Presidente e per buttare all’aria una Rivoluzione socialista in America latina, in quel continente che gli imperialisti nordamericani, da più di un secolo, hanno trattato come il loro “cortile di casa”. Conosciamo bene la ragione più diretta: il sottosuolo del Venezuela contiene risorse che i bolivaristi hanno nazionalizzato e che essi, inoltre, rendono facilmente accessibili a paesi irretiti nelle maglie del neocolonialismo, ma che cercano di liberarsi dalla dipendenza dagli USA e dai loro alleati europei. E non è tutto, la rivoluzione venezuelana è un pericoloso modello politico e sociale, con le sue assemblee contadine che assegnano la terra e con i suoi ambulatori di villaggio. Un pessimo esempio per un Fondo Monetario Internazionale che spadroneggia dal Rio Grande in giù, inciampando soltanto su Cuba e sul Venezuela. E chissà che, dopo Caracas, non tocchi anche all’Avana. Questo è il messaggio della guerra degli Stati Uniti d’America, che di sbarchi, bombardamenti, cannoniere, occupazioni e colpi di Stato ne hanno collezionati a dozzine, dal Rio Grande in giù.